30 giugno 2009

Lontano padre - Enrico Mottinelli

"Padri in fuga" potrebbe essere il sottotitolo di questo romanzo che indaga con lucida partecipazione la viltà maschile, l'incapacità ad assumere la responsabilità dei propri figli.
Roberto e Mauro sono i due personaggi principali di questa storia che si snoda lungo un arco temporale di vent'anni. Roberto è il padre, prigioniero del suo amore viscerale per il figlio primogenito Andrea, incapace addirittura di vedere il secondogenito Mauro. Roberto abbandonerà la famiglia quando Andrea morirà in un incidente: scapperà e lascerà soli la moglie e il figlio più piccolo. Mauro vivrà la sua esistenza nella maledizione del secondogenito: esistere solo in rapporto al fratello maggiore, negli spazi lasciati da quello all'interno dell'affetto dei genitori. Mauro crescerà, avrà cura della madre impazzita per la perdita del figlio Andrea, scoprirà il mondo e la voglia di cambiarlo, amerà una donna e avrà un figlio. Ma non riuscirà ad assumere la piena responsabilità di padre. La sua ferita è profonda, forse inguaribile. Cercherà suo padre senza volerlo trovare. A padre e figlio sarà mancato il coraggio di amare.
Enrico Mottinelli racconta questa storia struggente di più generazioni con un tono apparentemente distaccato che lascia penetrare le emozioni a getti irregolari, fortissimi.

Recensione

Ritrovare questo libro, uscito nel 2005 senza che alcuno se ne accorgesse, certo non sconvolge le certezze letterarie di nessuno, ma sicuramente mette il lettore di fronte ad alcuni pensieri. Perché la storia che vi è narrata ha qualcosa da dirci.
Ovvero che è pur sempre una questione di modelli e di come questi si adattano al mondo che intendono rappresentare. Prima ancora di cominciare qualsiasi "attività formativa genitoriale", prima insomma di prendere in mano un qualche testo sacro, sia esso un agile manuale o un seriosissimo trattato di psicopedagogia, i modelli coi quali ci confrontiamo (e valga per le donne così come per gli uomini) sono quelli che abbiamo conosciuto: i nostri. Certo, visto l’andazzo di declino, ormai storicamente ben definito, forse i babbi si meriterebbero qualcosa di un po' meno duro e impietoso ma, va detto, Mottinelli non indietreggia di un millimetro nel raccontarci la vicenda di una lacerazione terrificante (quasi un evento contronatura, se si potesse usare questa espressione), quella della morte di un figlio, in questo caso Andrea. E la sua prima diretta conseguenza: la fuga (la scomparsa, il sottrarsi al dolore? alla responsabilità successiva che ne deriva?) del padre, Roberto. Poi, la seconda conseguenza: quella che trasforma il fratello minore, Mauro, in "semplice" fratello unico, in un sopravvissuto suo malgrado che si ritrova sopravvissuto nel nulla. E senza padre pure.
Infine, anche le conseguenze tornano da dove sono nate, per realizzare le storie che ci stanno dietro: Mauro, il figlio che ha fatto a meno di suo padre, diventerà babbo a sua volta.

E qui, a pagine chiuse, si intravede un’altra storia. Un'altra lacerazione, ereditata stavolta e non vissuta in prima persona. Non è però sullo svolgersi del racconto che mi interessa soffermarmi, quanto sul contributo che questo romanzo può portare ad una eventuale ricerca letteraria e narrativa intorno alla figura (allo stereotipo, direi) del padre.

Romanzo che sa donare squarci di riflessione non da poco. Che fa vedere, direttamente, la sindrome dell'abbandono paterno, tentando una ricognizione dei sentimenti, della vertigine, dell’assoluto rancore, dell’incomprensibilità di tale abbandono. Un libro che mette in scena il dramma completo e contagioso (sulle vite di chi resta, nell'abbandono) della mancanza di figure di riferimento. Insomma una riflessione che trova posto tra le parole, nella storia che si srotola come un gomitolo. Quasi a segnare un percorso che porta dentro il cuore del labirinto: l'amore paterno e quel che vuol dire. Perderlo. Una breve definizione che racchiuda il tutto in poche righe, la si può prendere da pagina 155 - è Mauro che confessa: "E' stato questo il mio imprinting di padre: mio figlio mi ha soggiogato fin dai primi istanti e davanti a lui mi sono sempre sentito un po' a disagio, come dovessi costantemente dimostrargli di essere all'altezza". Come detto, quando uscì Lontano padre non sconvolse nessuno, nessuno lo notò. Letto così a distanza, restituisce la giusta prospettiva: uno specchio è sempre uno specchio. Riflette.

Dettagli del libro

  • Titolo: Lontano padre
  • Autore: Enrico Mottinelli
  • Editore: Edizioni E/O
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: Dal Mondo
  • ISBN-13: 9788876416859
  • Pagine: 194
  • Formato - Prezzo: Brossura - 15,00 Euro

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