Noi siamo gli emarginati per scelta, siamo quel 7% che legge più di 10 libri all'anno. Siamo quelli che spengono la tv per accendere un libro. Siamo quelli che dormono con la pila dei libri vicino al letto e ci addormentiamo con il dito fra le pagine. Siamo quelli che sanno che c'è un mondo a portata di "pagina". Siamo quelli che non entrano in libreria solo a Natale e che sentiamo quell'odore così particolare...
Siamo quelli che leggono e leggeranno sempre, anche al buio.

mercoledì 6 gennaio 2010

Amori e pregiudizio

Min Jin Lee



I Contenuti

Due amiche, e due storie parallele: Casey Han è una giovane coreana di seconda generazione, ambiziosa quanto insofferente delle regole sociali; Ella Shim, tipica bellezza orientale, sembra invece già calata in un ruolo di moglie e madre perfetta. "Amori e pregiudizio" insegue le alterne vicende sentimentali delle protagoniste, tra delusioni e nuove passioni, ricerca del successo e del riconoscimento sociale. Sullo sfondo, la vita della comunità coreana a New York, tanto integrata nel modello economico americano quanto diffidente di fronte ai costumi e alla morale del paese ospitante.


La Recensione

Storie di amori e soldi, soprattutto soldi, all'interno della fiorente comunità coreana di New York City. Il libro paga sicuramente la scelta dell'editore italiano di modificare il titolo originale da Free Food for Millionaires (Cibo gratis per milionari) ad Amori e Pregiudizio, scelta che a mio parere è solamente mirata ad attirare ignari lettori di Jane Austen verso la copertina.
Innanzitutto, il libro fornisce una buona ricostruzione delle dinamiche interne ad una comunità formata da immigrati coreani di prima e seconda generazione, appartenenti già in patria a classi sociali diverse, con particolare attenzione a due ragazze, Casey Han ed Ella Shim, diverse per temperamento ed estrazione sociale.
La lettura coinvolge solo in alcuni punti e l'arrivo ad una conclusione è posticipato eccessivamente, rendendo quasi metà delle pagine del libro inutili allo sviluppo sia della trama, sia della personalità dei personaggi principali e dei comprimari. Tutto sommato un libro senza fama e senza gloria, di puro intrattenimento, un vero peccato per un libro che dalla quarta di copertina prometteva bene.


Articolo di Morwen


Dettagli del libro


  • Titolo: Amori e Pregiudizio
  • Titolo originale: Free Food for Millionaires
  • Autore: Min Jin Lee
  • Traduttore: Gaja Cenciarelli
  • Editore: Einaudi
  • Data di Pubblicazione: Settembre 2008
  • Collana: Stile Libero Big
  • Formato: Brossura
  • ISBN: 8806189891
  • ISBN-13: 9788806189891
  • Pagine: 686
  • Prezzo: 19,50 Euro
  • Link aNobii: Amori e Pregiudizio




Mio marito Maigret

Barbara Notaro Dietrich



I Contenuti

Il commissario Maigret, ormai in pensione, sembra essersi assopito dopo pranzo nel giardino della sua casa di campagna nella Loira. Al tramonto la moglie Louise va a svegliarlo e si accorge che non respira più. Al funerale arrivano amici e parenti, solo Simenon non si fa vivo. Manderà una lettera alla vedova. E proprio Louise decide che è arrivato il momento di mettere le cose in chiaro: di raccontare chi era veramente il commissario Maigret, come ha trascorso la sua vita, come ha vissuto il suo lavoro e soprattutto che marito è stato. Attraverso il racconto dei fatti, il ricordo dei colleghi di lavoro, di vittime e assassini, Louise ricostruisce la loro vita insieme, i momenti belli e quelli più tristi, rivelando via via se stessa, la natura della loro coppia e la realtà di un amore speciale. "Mio marito Maigret" dà voce in maniera convincente a una figura femminile capace di evocare e rappresentare tutto il mondo che si muove intorno al commissario. Mondo che Louise racconta e vive dall'interno e del quale pare possedere la chiave segreta, come possiede la chiave del cuore e del carattere, profondo e insondabile, di Maigret.


La Recensione

E' una sensazione alquanto strana che si accompagna alla lettura di questo libriccino un po' senza tempo. In primo luogo perché si tratta di un'operazione semplice semplice: estrapolare e mettere in fila i particolari della vita privata del celeberrimo commissario, traendoli (persino con le parole e le frasi esatte) dai romanzi stessi di Simenon: alla fine del volume, la bibliografia snocciola come un rosario i titoli da cui notizie, ricordi, aneddoti sono stati tratti. In secondo luogo perché il tono che l'autrice Notaro Dietrich indovina sembra essere lo stesso di sempre, quello autentico di Simenon: l'operazione un po' postmoderna di taglia e cuci assume dignità proprio in questa sua voce piana e tranquilla, solita. E chi altri poteva narrare il Maigret segreto, quello del dietro le quinte, se non la sua fedele compagna, la moglie Louise. Perché il punto è proprio questo: quanto sia stata fedele e sottomessa, ad una figura in ogni senso statuaria, questa compagna. E' persino banale ricordare come l'universo-Maigret sia una sontuosa (forse la più sontuosa) celebrazione del romanzo conservatore piccolo-borghese che ricostruisce alla perfezione un mondo di regole certe, di ruoli perfettamente definiti, di vecchie zie e merletti ingialliti che sembrano immutabili dall'inizio dei tempi. E Maigret fa parte di questo mondo alla perfezione, ne è anzi il perno centrale: egli sì che avrebbe la necessità quasi fisiologica di vedere le cose ben separate tra buoni e cattivi, con i campi distinti e le squadre, per così dire, che si contendono a viso aperto. Eppure non è così: questa è la grandezza (e la plausibilità ultima) del personaggio che sembra incarnare il dubbio e l'istinto e che invece è il fautore ultimo dei destini dei personaggi. In questo contesto, basta sfogliare quasi tutti i romanzi di cui è protagonista, la figura di sua moglie (che qui acquista centralità ma soltanto, ancora una volta, come testimone di altro) è davvero lontana nel tempo e dalla nostra sensibilità odierna. Una donna che è più una madre, una segretaria discreta e silenziosa, quasi una colf a tempo pieno: colei che apre la porta a Maigret quando torna a casa, colei che gli cucina e si fa ombra assoluta, assenza fortissima perché continuamente risuona. Altri tempi, altre sensibilità, altro mondo: oggi Louise non esisterebbe. Maigret potrebbe anche aver superato la prova del tempo che passa (e lo dimostrano le vendite eccellenti di ogni sua avventura che Adelphi ripubblica ormai da anni), sua moglie no. Questo breve monologo, che sgorga diretto dalla sua voce, ci restituisce un'atmosfera ma anche quell'antica certezza: tanta acqua è passata sotto i ponti e molto, soprattutto valori stridenti, ha trascinato via con sé. Con buona pace di una fascinazione antica.


Articolo di desian



Dettagli del libro


  • Titolo: Mio marito Maigret. Il racconto di un amore speciale
  • Titolo originale: idem
  • Autore: Barbara Notaro Dietrich
  • Traduttore: -
  • Editore: E/O
  • Data di Pubblicazione: 2004
  • Collana: Dal Mondo
  • Formato: Brossura
  • ISBN: 88-7641-605-7
  • ISBN-13: 978-88-7641-605-7
  • Pagine: 150
  • Prezzo: Euro 14,00
  • Link aNobii: Mio marito Maigret




martedì 5 gennaio 2010


La sonata a Kreutzer

Lev Tolstòj




I Contenuti


Tolstoj compone il tema dell'amore e del matrimonio, che allora lo inquietava anche come momento della sua propria vita privata, nelle forme di una narrazione in cui la voce amara del protagonista si fa nitida rappresentazione drammatica. Lungi dall'essere tragedia della gelosia, è il dramma di un insaziabile odio-amore carnale che si svolge tra due egoismi che tendono accanitamente a sottomettersi l'un l'altro nel soddisfacimento della loro brama. E solo la morte, così assurdamente e lucidamente deliberata e inferta dal protagonista, pone fine al conflitto di due carni che non diventano mai una.


La Recensione


Rabbiosa cavalcata nell'abisso delle passioni.Il viaggio parte lento ma con un'immediata stoccata ad effetto:"Ho ucciso mia moglie", dice l'anziano viaggiatore, il volto stanco e segnato, la voce grave. E così da l'avvio al suo racconto:mentre il treno sferraglia in sottofondo e le stazioni si susseguono, la sua voce si fa vibrante, concitata, carica di astio e disprezzo,rotta da singhiozzi spezzati fino al culmine dell'orrore.

Dopo qualche esitazione nei capitoli iniziali,in cui il lettore fatica a farsi coinvolegere da quello che sembra un pamphlet un po' datato sul senso del matrimonio,la narrazione semplice e fluida prende il sopravvento e la potenza del valore estetico di quest'opera portano alla fine in poche ore.
I pregi narrativi rimediano all'intento morale che appare,come dicevo, un po' datato,soprattutto nelle fasi iniziali. Nella Russia ottocentesca in cui si comincia a parlare dei diritti e del ruolo delle donne nella società, i matrimonio è ancoral'unico mezzo per dare un significato alla vita di una fanciulla, quanto meno nelle classi medio-alte. Questo, e il conrapposto libertinaggio sessuale in cui invece indulgono gli uomini inpiena libertà, producono risultati catastrofici, agli occhi di Tostoj. Le ragazze vengono educate con l'unico obbiettivo di affascinare gli uomini, in una forma di prostituzione tanto vergognosa quanto ipocritamente celata dietro i vuoti ideali di un amore poetico e sublime, una comunione di intelletti che nulla ha a che fare con l'intimità fisica e caratteriale del matrimonio. Ai giovani viene invece concessa ogni libertà di sperimentazione in campo sessuale, senza obbligo di rispetto alcuno verso l'altro sesso. Essi si abbandonano totalmente al fascino femminile finchè anche loro non cadono nella rete di qualche fanciulla di buona famiglia, rete sapientemente intessuta dagli smaliziati genitori di lei. Il risultato è un'unione coniugale che si risolve ben presto in una soffocante prigione, cosa abbastanza inevitabile quando ci si sposa ignorando totalemnte chi sia l'altro.
Questo tipo di realtà suscita in Tolstoj un orrore senza fine, dal quale si può fuggire, nell'opinione dello scrittore, riconoscendo l'abominio e la depravazione che stanno dietro all'intimità sessuale fra uomo e donna, la quale andrebbe evitata in favore di una condotta morale casta e pura.

Questo quindi non è un calssico dramma della gelosia e il presunto tradimento della moglie del protagonista è solo un pretesto per giustificare la catastrofe finale, comunque inevitabile quando due nature totalemente estranee sono forzate ad una comunione quotidiana che è solo apparenza.
L'approccio rabbioso e disgustato con cui l'autore si rivolge al sesso, insieme ad alcune considerazioni sul matrimonio strettamene legate alla realtà dell'epoca ma oramai totalmente antiquate, rendono il libro in parte superato. Egli si interroga sullo scopo della razza umana, sul ruolo dell'esistenza ed identifica nell'atto sessuale unicamente una fonte di depravazione per l'uomo e di umiliazione per la donna. Da queste considerazioni, tuttavia, scaturiscono riflessioni ancora estremamente attuali,soprattutto quando si indaga sulla natura e sull'esitenza dell'amore, sulla diversità di intendere amore e sessualità tra uomo e donna, sulla vera natura del matrimono e sul ruolo del sesso come fonte di piacere o mero strumento di procreazione, sul potere esercitato dal desiderio sessuale sugli uomini che li rende spesso ciechi e impotenti di fronte al fascino femminile, fascino che soggioga e spaventa tanto da portare Tolstoj a desiderare che le donne imparassero a vestirsi e comportarsi in modo da evitare di provocare nell'uomo passioni tanto forti e, a suo modo di vedere, degradanti.


Articolo di valetta97

Dettagli del libro

  • Titolo: La sonata a Kreutzer
  • Titolo originale: Крейцерова соната
  • Autore: Lev N. Tolstòj
  • Traduttore: Elisabetta Buzzone
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2006
  • Collana: Oscar Mondadori
  • Formato: Tascabile
  • ISBN: 9788804555155
  • ISBN-13: -
  • Pagine: 113
  • Prezzo: Euro 7,80
  • Link aNobii: La sonata a Kreutzer




sabato 2 gennaio 2010

Così Parlò Zarathustra
Friedrich Nietzsche



I Contenuti


Un antico profeta persiano, che aveva visto nella lotta tra il Bene e il Male l'asse intorno a cui ruotano le umane vicende, torna in un mondo moralmente lacerato per porre riparo al suo fatale errore. Zarathustra diventa così profeta della saggezza dionisiaca, che è gioiosa accettazione della vita in ogni suo aspetto e affronta una difficile esperienza tra gli uomini, deciso a redimerli e soprattutto a liberarli dalla morale cristiana.


La Recensione


Ho cominciato a studiare filosofia quest'anno e devo dire che non mi ha colpito particolarmente.
Sarà forse complice la datazione dei primi filosofi, che avevano un modo di pensare ben distante dal nostro, ovviamente influenzato dal progresso tecnologico e dalle scienze.
Il mio professore però continuava a fare dei confronti con un filosofo di età a noi molto più vicino, un certo Nietzsche.
Essendomi quindi incuriosito feci qualche ricerca su questo Nietzsche: scoprii che aveva avuto molte influenze sul movimento nazista, parlava della morte di dio e anche di un "superuomo".
Il "superuomo" è stato l'elemento del suo pensiero che mi ha incuriosito di più , perciò ho deciso di approfondire l'argomento leggendo "Così Parlò Zarathustra".
Il libro è strutturato in tanti discorsi, ognuno è un racconto di Zarathustra (o Zoroastro), eroe fondatore di un culto noto col nome di Zoroastrismo che tende a vedere il mondo come una contrapposizione di contrari; in questi discorsi Zarathustra annuncia una nuova teoria, la teoria del Superuomo che spinge ogni uomo a superarsi, migliorandosi sia fisicamente che mentalmente.
Zarathustra può essere quindi considerato come una sorta di "nuovo Cristo" annunciatore di nuove verità.
E' proprio vero che questo è "un libro per tutti e per nessuno": chiunque può leggere le narrazioni che l'opera contiene, ma solo pochi possono intuirne il vero significato poichè i discorsi sono imbevuti di significati intrinsechi.
Colmo di metafore non del tutto chiare, lo "Zarathustra" può essere considerato il capolavoro di Nietzsche che continua nell'opera "Al di là del bene e del male" nel quale spiega in modo meno sibillino il suo pensiero.
Concludendo quindi posso dire che questo libro è stata un rivelazione in campo filosofico, anche se continuo a preferire le materie scientifiche a quelle umanistiche.


Articolo di Andrew93


Dettagli del libro


  • Titolo: Così Parlò Zarathustra
  • Titolo originale: Also sprach Zarathustra
  • Autore: Friedrich Nietzsche
  • Traduttore: M.F. Occhipinti
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2001
  • Collana: Oscar Mondadori
  • Formato: Paperback
  • ISBN: 8804499107
  • ISBN-13: 9788804499107
  • Pagine: 310
  • Prezzo: 12.00 euro
  • Link aNobii: Così Parlò Zarathustra

mercoledì 30 dicembre 2009

INTERVISTA CON ROSA IDA D'EMIDIO AUTRICE DE "LA RUA"

Rosa Ida D'Emidio e' l'autrice de La Rua e di numerosi romanzi gialli tra cui ricordiamo: Ombre sull'iride, Colpo al cuore dell'iride, Quattro sassi e L'altro colore dell'iride
tutti pubblicati con la casa editrice Eclissi
www.eclissieditrice.com/







Il libro

Epoca contemporanea. Piccola citta' di provincia del centro Italia. Nunzio e' un ragazzo tanto giovane quanto inesperto della vita che ha da poco ricevuto un'eredita' inaspettata: la grande "casa del melo". L'arrivo di questa dimora ricca di fascino e di storia lo mette al centro delle ire di numerosi parenti che non accettano il fatto compiuto. Nessuno comprende infatti il motivo per cui il defunto nonno abbia nominato proprio Nunzio come beneficiario di quella grande e antica casa che, a prima vista, sarebbe spettata di diritto ad altri membri della famiglia. Gli zii insistono sul fatto che Nunzio non sia in grado di occuparsi di tutti i lavori di manuntenzione necessari e spingono affiche' ceda l'eredita' asserendo di essere molto piu' capaci di lui di occuparsi dell'ormai datata dimora. Ma accade qualche cosa d'imprevisto. Un'anziana signora si presenta alla porta decisa non solo ad affittare ma anche a restaurare a proprie spese un intero piano della casa del melo. Superando le remore iniziali, Nunzio accetta e per lui avra' inizio un'avventura umana ed esistenziale che cambiera' ogni sua certezza. Berenice, questo e' il nome della sua nuova inquilina, non sembra solo portare un tocco di "originalita'" e di vita nuova...Berenice ascolta e comunica con l'ambiente circostante, sa riconoscere la bellezza e l'arte... e sembra soprattutto essere uno degli obbiettivi, se non addirittura l'artefice, di alcuni strani omicidi che sconvolgono la tranquillita' della vita di provincia. Cio' che stupisce gli inquirenti e' che le vittime del misterioso omicida sembrano essere solamente inermi ed innocenti anziani. Ma forse la persona o le persone che si celano dietro i delitti non sono semplicemente degli squilibrati. E forse le vittime non sono solo dei vecchietti indifesi. Forse anch'essi celano, dietro le loro vite apparentemente tranquille, un passato poco chiaro. E magari sanno anche perche' Berenice e' tornata in un luogo che l'ha vista bambina, un luogo che racchiude segreti incofessabili nascosti fra le pieghe degli anni e della storia stessa. Sara' compito di Nunzio e di Mariangela, la sua fidanzata, comprendere cio' che sta accadendo per fare finalmente giustizia e chiudere un conto aperto molti anni prima della loro nascita e che putroppo, involontariamente, li coinvolge in prima persona.

1. Innanzittutto vorrei fare i complimenti a Rosa Ida D’Emidio per il successo dei suoi libri Gialli di cui l’ultimo uscito e’ La Rua. Come e’ nato questo libro?


Come nascono tutti i miei libri. Ho inventato una persona (Nunzio) e l’ho collocato in un posto preciso, gli ho dato una vita. Poi il resto è venuto da solo. Non so mai all’inizio di un libro come si svilupperà la storia.


2. Qual e’ il tuo legame con il luogo di ambientazione del tuo romanzo?


La città di provincia dove si svolge il romanzo è la mia città di origine, Ascoli Piceno. O meglio, è quello che ricordo della mia città com’era quarant’anni fa, perché in realtà, dopo essermi trasferita a Milano, Ascoli l’ho frequentata pochissimo.


3. Berenice e’ il personaggio principale attorno a cui si svolge la vicenda. Il suo temperamento artistico, stravangante, generoso, coraggioso e determinato ha conquistato i lettori. Ci sono aspetti di lei che ti riflettono?


Sì, certo. Berenice ha molto di me, ma più di come vorrei essere che di come sono, forse. Nunzio, invece, con i suoi dubbi e le sue debolezze, è la parte di me più sincera.


4. Si dice che quando si crea un personaggio sia necessario “immergersi in esso” pensando come penserebbe lui, reagendo come reagirebbe lui e desiderando cio’ che desiderebbe lui. Come e’ avvenuto tutto cio’ con Berenice?


I personaggi hanno la loro anima. Non è necessario immergersi in essi. Sono vivi, fanno quello che vogliono e dicono quello che vogliono. A volte, correggendo la prima stesura, sono io che li censuro e spesso mi riesce difficile perché sento che si oppongono e non me ne sono per niente grati.


5. Nunzio e’ l’altro personaggio principale che anima la vicenda. Anche lui rappresenta l’indipendenza, l’ingenuita’ e l’entusiasmo giovanile. Come e’ nato il suo personaggio?


Volevo mettere al centro della storia un personaggio maschile giovane, perché negli altri libri non l’avevo ancora fatto, i personaggi giovani erano tutti femminili. All’inizio non è stato facile, nelle prime pagine avevo il sospetto che Nunzio fosse gay e l’idea mi piaceva. Poi ho capito che non lo era.


6. La storia si svolge in un piccolo paese in cui i ricordi e i sopprusi sofferti da una famiglia ebrea durante la seconda guerra mondiale sono ancora molto vivi e chi cerca di ottenere giustizia e verita’ viene ostacolato in ogni modo possibile. Come e’ nata l’idea di questa vicenda?


In parte forse dipende dal fatto che ho vissuto nella mia città quando la guerra era appena finita. Il clima del tempo mi è rimasto dentro, nel ricordo più profondo, anche se di fatto le vicende raccontate sono inventate di sana pianta.

In parte, però, credo che davvero nelle piccole città o anche semplicemente nelle famiglie numerose, nei luoghi “chiusi” ci siano molti intrighi, molti segreti e molti “occhi aperti dietro le persiane socchiuse”. Infine, sicuramente mi ha influenzato il momento storico in cui viviamo, con quella miscela di intolleranza, di egoismo, di prepotenza, di ingiustizia che sentiamo quotidianamente sulla nostra pelle.


7. Parlaci della casa Editrice Eclissi, per cui scrivi anche tu.

Cito una frase dal sito della casa Editrice Eclissi “La casa editrice Eclissi, nata nell’anno 2006, si propone di interpretare il mestiere di editore in maniera attenta alla qualità delle proposte editoriali e alla domanda medio-alta di quel lettore che cerca una letteratura di evasione di buon livello”. Che difficolta’ si incontrano nel tenere fede a questo obiettivo e quali soddisfazioni si ottengono?


Eclissi è nata proprio per dare spazio ai giovani talenti sconosciuti che difficilmente vengono presi in considerazione dalle grandi case editrici. Per ora è piccola, ma è sana, libera, indipendente, punta sulla qualità dell’offerta e io credo che crescerà e si affermerà sempre di più. Le difficoltà sono enormi perché il mercato editoriale in questo momento è “inquinato” e, secondo me, due sono i fattori che ostacolano la produzione di buoni libri. Il primo è che tutti scrivono e pochi leggono. Ma questo sarebbe irrilevante ai fini del mercato se si pubblicassero solo i libri veramente meritevoli. Invece le case editrici grandi ormai pubblicano solo autori che hanno già un nome noto, indipendentemente dall’interesse di quello che scrivono e le case editrici piccole, per sopravvivere, si sono messe a chiedere contributi e pubblicano anche libri scadenti. L’altro fattore di inquinamento è la pubblicità ingannevole. Non solo si legge poco, ma inevitabilmente si finisce col leggere solo quello che i media propongono con insistenza, che non sempre è il meglio. In questo ginepraio Eclissi fa quel che può: non chiede contributi agli autori e sceglie liberamente i migliori tra le centinaia di manoscritti che riceve. Per ora pensa di far bene ed è soddisfatta della risposta del pubblico, poi si vedrà.


8. La casa editrice si dedica principalmente a due collane: i gialli e le storie di vita personali. Sempre citando il sito della casa editrice, la seconda “esce dai confini del giallo per affrontare senza mediazioni e finzioni la fatica del vivere e del morire”. Una scelta editoriale coraggiosa che spesso fatica a farsi ascoltare dal pubblico. Eppure, per molti lettori, le storie di vita sono quelle piu’ importanti perche’ insegnano e aiutano. Sei d’accordo?


Sì, certo. Penso che questa seconda collana che ha come logo “I gatti” può incontrare davvero interesse da parte del pubblico. I tre libri che abbiamo pubblicato finora sono davvero molto belli. Il problema è che per la letteratura non di genere è ancora più difficile uscire sui banchi delle librerie e contendere il posto al bestseller del momento che magari è meno valido, ma che grazie al meccanismo di cui ho parlato sopra, il libraio è sicuro di vendere. Bisogna insistere, non credere al commesso che dice che il libro che chiedete è irreperibile, che non è distribuito, che non si può ordinare. Magari pacchi di quello stesso libro in quello stesso momento giacciono a pochi metri da voi nei ripostigli e negli scantinati, ancora sigillati.


9. Parliamo della collana di romanzi gialli. Quali temi vengono piu’ frequentemente affrontati?


Eclissi sta cercando di trovare quella che ha chiamato “la strada italiana al giallo/noir”. Sta pubblicando storie ambientate nelle nostre città e nei nostri paesi e nei più diversi ambiti lavorativi, non certo per provincialismo, ma perché è una cosa abbastanza nuova, che pochi hanno fatto prima e che il lettore sembra gradire. Poi c’è la ricerca di stili diversi, di nuove formule sia tematiche che narrative. Ogni libro è del tutto differente dall’altro e gli autori vengono scelti anche per la loro capacità di portare qualcosa di particolare.


10. Qual e’ il tuo rapporto con il pubblico?


Eclissi intende anche saggiare i gusti del pubblico per poterli meglio soddisfare.

Il mio pubblico mi gratifica moltissimo. Mi stupisco sempre quando qualcuno che magari non ricordo di aver mai conosciuto mi ferma per strada per dirmi quanto gli è piaciuto questo o quel libro. E’ un pubblico attento, esigente ma molto generoso. Io sono fiera delle mie opere, come tutti gli autori, ma sono anche molto schiva. Non sembra, ma prima di ogni presentazione sto male una settimana, vorrei nascondermi sotto terra, partire per la legione straniera e giuro che in futuro farò solo la nonna. Poi comincio a parlare del mio libro ed entro in un altro mondo in cui esistono solo i miei personaggi.


11. Quali sono i tuoi progetti futuri?


Ho in cantiere un altro libro, sempre rigorosamente giallo, questa volta, finalmente, ambientato a Milano. E inoltre continuerò attivamente a collaborare perché Eclissi acquisti sempre più lettori e allarghi i suoi confini con nuove idee e nuove proposte.


Grazie mille Rosa per questa intervista



Buona lettura a tutti.



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Intervista di Vittoria A.


 

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"Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima."

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